Dop e Igp

La Legge n. 164/1992, recante la disciplina sulla tutela delle denominazioni di origine dei vini, dopo 17 anni di onorato servizio, viene aggiornata per recepire le nuove norme dell’Ocm vitivinicola…

LA NUOVA CLASSIFICAZIONE:

La prima e più importante novità comunitaria recepita nel decreto legislativo del’ 8 aprile 2010 n. 61 è costituta dalla nuova classificazione dei vini di qualità che è uguale a tutti gli altri prodotti Dop (Denominazione d’origine protetta), e Igp (Indicazione geografica protetta), che si distinguono per il loro maggiore o minore legame con il territorio. In questa maniera viene conseguentemente abolito ditutto il nostro sistema dei vini a Doc, a Docg e a Igt che la vecchia legge 164 aveva coltivato e sviluppato. Ma non è esattamente così, in quanto la nuova legge precisa subito dopo che si è tenuto conto della norma comunitaria che salvaguarda le menzioni tradizionali nazionali, per cui tali Docg e Doc, confluiscono nella categoria generale delle Dop ed invece l’ Igt costituisce la menzione utilizzata dall’Italia per designare i vini Igp. Le nuove denominazioni che verranno decise da Bruxelles e iscritte nel registro delle Dop e delle Igp potranno continuare ad onorarsi anche di una menzione tradizionale, infatti, la nuova legge precisa che le menzioni specifiche tradizionali italiane anche con le relative sigle Doc, Docg e Igt, possono essere indicate in etichetta da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea Dop e Igp.

IL RICONOSCIMENTO DI UNA DOP O IGP:

La procedura di riconoscimento di una Dop o di una Igp avviene quindi a livello comunitario, per cui il conferimento della protezione delle Dop e Igp nonché delle menzioni specifiche tradizionali Docg, Doc e Igt avviene contestualmente all’accoglimento della rispettiva domanda di protezione da parte della Commissione Ue. La nuova legge fissa poi alcuni criteri base per il riconoscimento delle menzioni tradizionali italiane per cui il riconosci mento della Docg è riservato ai vini già riconosciuti a Doc da almeno 10 anni che siano ritenuti di particolare pregio soprattutto per la rinomanza commerciale mondiale e che siano stati rivendicati nell’ultimo biennio da al meno il 51% di chi conduce vigneti che rappresentano a loro volta almeno il 51% della superficie totale dichiarata. Il riconoscimento di una Doc è invece riservato ai vini che provengono da zone già riconosciute a Igt da almeno 5 anni anche se con denominazioni diverse e che siano rivendicati da almeno il 35% dei soggetti che conducono vigneti che rappresentano a loro volta almeno il 35% della superficie totale dichiarata. Infine il riconoscimento di un Igt è riservato ai vini che provengono da zone viticole a condizione che la richiesta sia rappresentativa di almeno il 20% dei viticoltori che rappresentano almeno il 20% della superficie totale dei vigneti oggetto della dichiarazione produttiva.

IMBOTTIGLIAMENTO FUORI ZONA

Il disciplinare di produzione costituisce sempre l’elemento fondamentale per il riconoscimento della tutela comunitaria, ma la nuova normativa fa anche chiarezza su una problematica particolarmente spinosa costituita dall’imbottigliamento dei vini dop in zona delimitata precisando chiaramente che ciò può avvenire a condizione che sia adeguatamente previsto nel disciplinare e soprattutto che si tenga conto di alcune condizioni particolari. In particolare nel caso di presentazione di domanda di protezione per una nuova Dop o Igp, la richiesta deve essere rappresentativa di almeno il 66% della superficie dei vigneti, oggetto di dichiarazione produttiva nell’ultimo biennio; nel caso di presentazione di domanda di modifica del disciplinare per inserire la delimitazione della zona di imbottigliamento, in aggiunta alle condizioni precedenti la richiesta deve essere avallata da un numero di produttori che rappresentino almeno il cinquantuno per cento della produzione imbottigliata nell’ultimo biennio.

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