Montecarlo, ma in Toscana

Un territorio articolato dalle mille prelibatezze!

lucca Ampio e vario è il territorio della Strada del vino e dell’Olio Lucca, Montecarlo e Versilia: dai confini con le province di Pistoia e Firenze a quelli con Massa-Carrara, dalla pianura alle “prealpi” Apuane, passando per le colline della Lucchesia e lambendo il mar Tirreno. Ce la illustra con dovizia di particolari Fabio Tognetti, segretario della Strada, presieduta da Alessandro Adami.
Era nata nel 2001 come Strada del Vino Colline Lucchesi e Montecarlo, le due Doc che caratterizzano la zona. Ecco i soci fondatori: la Provincia di Lucca e la Camera di Commercio di Lucca, i comuni di Altopascio, Capannori, Lucca, Montecarlo e Porcari, e i due consorzi di tutela della Doc Colline Lucchesi e Doc Montecarlo.
Nel 2004, è stata conferita la Dop all’Olio di Lucca. Data «l’importanza a livello economico e di immagine di questo prodotto che interessa quasi tutta la provincia», è stata modificata anche l’identificazione territoriale della Strada che, nel 2010, ha assunto il nome attuale.

cantina luccaBianco e rosso
All’origine di tutto, due vini: il Bianco Montecarlo, Doc dal 1968, e il Rosso Colline Lucchesi, Doc dal 1969. In seguito è stata riconosciuta la Doc al Rosso di Montecarlo e al Bianco delle Colline Lucchesi.
«Le differenze sono rilevanti; le Colline Lucchesi hanno una tradizione tutta toscana»: nel Rosso Doc i vitigni sono il Sangiovese, come base, poi Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino. Col tempo, negli assemblaggi sono entrati Merlot, Syrah, Cabernet-Sauvignon, per “ammorbidire” il Sangiovese.
Diversa storia ha il Montecarlo. Nelle campagne del paese omonimo, «la viticoltura è nata, nell’età napoleonica, per opera dei francesi che piantarono i loro vitigni», Sauvignon, Sémillon, Pinot Bianco e Grigio, usati nella produzione dello Chablis; così il Montecarlo veniva chiamato lo Chablis italiano. Con gli anni, nell’uvaggio del Bianco Doc, sono entrati il Trebbiano, vitigno tradizionalmente toscano, e il Vermentino, più tipico dell’alta Toscana.


Il Montecarlo rosso
 presenta nell’uvaggio una notevole percentuale di vitigni francesi, Merlot, Cabernet-Sauvignon, Syrah e Roussanne.
Pur essendo sempre stata una zona vocata alla viticoltura, data l’estensione degli appezzamenti, in genere piccoli, investire era problematico, e lo sviluppo restava bloccato. «Ma negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti grandi passi avanti soprattutto nelle strutture».
Con l’introduzione di tecniche innovative, con investimenti importanti da parte di alcune aziende (in tutto 55-60, con più di 400 etichette), il vino è definitivamente decollato. La riprova: nel 2010 e 2011, due Syrah di Montecarlo hanno vinto la medaglia d’oro a una manifestazione che si tiene nel paese francese di Syrah dedicata ai Syrah di tutto il mondo (25-30 etichette dall’Italia e circa 250-300 in totale).

montecarloOlio a tutto campo 
Storica è la produzione dell’olio (attestata da documenti del 1100) che «nelle transazioni commerciali era quasi una moneta». Riconosciuto dall’Oxford Council, organismo che individua prodotti alimentari di riferimento per tutto il mondo, l’Olio di Lucca ha una valenza d’immagine di assoluto livello anche all’estero. «È un olio “a tutto campo”, da usare esclusivamente a crudo. Ha caratteristiche di grande equilibrio, non molto carico sull’amaro né sul piccante, vuoi per l’uso di varietà tradizionali toscane, quali Frantoio e Leccino, vuoi per l’influenza del mare che mitiga le temperature». Negli ultimi 15 anni, c’è stata una ulteriore ricerca qualitativa da parte delle aziende, che hanno lavorato sul punto ottimale di maturazione delle olive, e soprattutto sulla modernizzazione degli impianti di trasformazione.
Fratello “minore” dell’Olio Lucca Dop è il Colline Lucchesi Igp toscano.

Un menù completo
Se vino e olio sono specialità celebri, nel paniere dei prodotti tipici lucchesi una settantina di prelibatezze aspettano al varco i buongustai.Barga

Si va dal buccellato, un dolce tipico, alla biadina, un tradizionale amaro di erbe, al pomodoro canestrino lucchese, alla pesca mora di Moriano, al farro della Garfagnana Igp, al formentone otto file, un mais della Garfagnana con otto file di chicchi molto grandi e saporitissimi.
Il pane di Altopascio rientra fra i punti di riferimento della strada; a maggio gli viene dedicata la manifestazione “Pane e ospitalità”.
Una produzione di nicchia è quella dei fagioli di cui è in via di definizione la Dop: il cannellino di San Ginese, il cannellino di Sant’Alessio, lo scritto lucchese, il rosso lucchese.
Una grande realtà è costituita dai salumi.Ecco la Mondiola della Garfagnana: un cerchio di carne suina, in mezzo una profumata foglia di alloro.
Due presidi Slow Food sono il biroldo della Garfagnana e il prosciutto Bazzone, un taglio particolare della coscia del maiale; di profilo ricorda una bazza.
Abbiamo anche il lardo rosa di Gombitelli e il prosciutto Penitente; questo, coperto di farina di castagne, subisce lunghe stagionature (24-48 mesi) nei metati dove si essiccano le castagne. E un retrogusto di castagna, molto attenuato, rimane in bocca. Perché Penitente? «I prosciutti “brutti” a vedersi erano stagionati non insieme agli altri, ma nei metati, una penitenza inflitta a un prodotto “inferiore”, divenuto poi ricchezza del territorio».
Alcune aziende biologiche negli uliveti tengono bradi asini, capre e una particolare razza di cavalli da tiro, l’avellinese. Gli animali concimano il terreno, mantenendolo pulito dalla vegetazione spontanea, senza mangiare le olive; così sono stati abituati.


La bomboniera di Montecarlo

In questa “lunga” Strada abbondano anche le bellezze artistiche e architettoniche. A parte Lucca e Pietrasanta, il cui centro è un museo a cielo aperto di arte contemporanea, e le grandi ville (per esempio, Torrigiani e Grabau), una vera chicca è il Teatro dei Rassicurati di Montecarlo, una bomboniera del XVIII secolo. Oggi, grazie all’impegno del Comune, ha mantenuto l’impostazione originaria, mentre foyer e camerini sono stati ammodernati secondo la normativa vigente. 150 posti, una platea di 90 poltroncine, è un teatro vivo, con una stagione di prosa e spettacoli lirici.

L’intervistato è Fabio Tognetti, segretario della Strada del vino e dell’Olio Lucca, Montecarlo e Versilia.

Via di Celli 52, 55010 San Gennaro – Capannori (Lu)
Tel. 0583909034, 3480368293
vinolia@tiscali.it – www.stradavinoeoliolucca.it

Articolo scritto da Francesco Giannoni per L’Informatore Coop

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