Maremma…che vini!!!

Una strada dalle mille sorprese e con un grande futuro.

Terra di vini e sapori…

Maremma

La Maremma è un quadro panoramico dai vividi colori: il blu del mare, il verde dei boschi e il marrone-fulvo della terra ricca di ferro. Qua e là petrigni paesi, e paesini di antico silenzio, uniti dalla Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma.
Fondata una ventina d’anni fa dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Grosseto, e da una quindicina fra aziende produttrici e cantine.

Buoni e… musicali

Parlando di vino, la Maremma è passata negli ultimi 20 anni dalla produzione d’uva, venduta per correggere e migliorare vini altrui, alla produzione enoica i cui pregi sono dovuti anche al clima locale, caldo e asciutto. È stato un salto importante, iniziato con il Morellino di Scansano.
Se per il Presidente della Strada è «difficile e antipatico» fare classifiche, il mercato indica proprio nel Morellino di Scansano (Doc e Docg) il vino più conosciuto, e quindi il più importante da un punto di vista commerciale.
Accanto, il Bianco di Pitigliano Doc, il Capalbio Doc, la Parrina Doc, il Sovana Doc, l’Igt Maremma Toscana bianco e rosso, l’Ansonica Costa dell’Argentario Doc.
Da poco  è arrivato il Vermentino di Maremma. Il vermentino si produce da anni sulla costa tirrenica, dalla Liguria a Capalbio. Dall’altra parte del Tirreno c’è la Sardegna con il suo, coltivato in Gallura. Quello maremmano «è “fresco”, ha caratteristiche minerali al naso e una buona struttura. Soddisfa le bocche moderne che vogliono vini profumati e brillanti, d’impatto». Infine, come il Morellino, «ha un nome bello e musicale: fatto da non sottovalutare da un punto di vista commerciale, soprattutto pensando al mercato estero. Avrà futuro».

pitigliano

A proposito di futuro, il presidente ci informa che, dall’ottobre 2011 è nata la Doc Maremma: comprenderà tutta la provincia di Grosseto, valorizzandone le eccellenze.
Inoltre congiuntamente con i presidenti delle altre due Strade che attraversano il sud della nostra Regione (quella del Monteregio e quella del Montecucco) stanno lavorando per istituire la “Strada della Maremma-Toscana”: dall’Isola del Giglio al Monte Amiata, da Follonica a Capalbio, «l’eccellenza “Maremma” deve vivere all’interno dell’eccellenza “Toscana”: se facciamo “strada” tutti insieme, andiamo lontano».

All’insegna dei sapori
Anche la Maremma non è generosa solo di vino; si produce tanto e bene. Da citare in primo luogo, l’Olio extra vergine d’oliva toscano Igp; seguono il Pecorino toscano Dop (oltre che di qualità, la produzione maremmana è abbondante), vari tipi di miele (tipico quello di marruca, pianta spinosissima, usata per recinzioni impenetrabili), le castagne, salumi e selvaggina, e la carne di mucca Maremmana: allevata brada dai butteri, a certi palati può risultare dura, ma è croccante e saporita, dal gusto inconfondibile.
In pianura, sono importanti anche le produzioni ortaggicole e orticole, e quelle cerealicole: non esiste una “pasta della Maremma”, ma ci auguriamo che nasca presto.
E poi le peculiarità davvero locali, come lo zafferano di Maremma, il Panficato dell’Isola del Giglio (golosa pagnotta dolce, con fichi secchi neri, o neruccioli, e noci isolane), il

palamita del giglio

Biscotto salato di Roccalbegna (intrecciato a fiocco, o a forma di animali o bambole), e ilFagiolo cannellino di Sorano: prodotto quasi solo per l’autoconsumo, ha polpa morbida e cuticola finissima e permeabile; per questo è facile da cuocere e da digerire. Un cenno a parte meritano il vino Kasher e lo Sfratto e il Bollo, due dolci Goym di Pitigliano, frutto di un antico incontro fra la gastronomia ebraica e quella maremmana.
Fra i prodotti di mare, due presidi Slow Food: la Bottarga di Orbetello e la Palamita del Giglio, saporito e versatile parente di tonno e sgombro.

Natura e arte: micropanorami e borghi di pietra
E così, tra un pranzo e una merenda, via libera al turismo culturale, artistico, archeologico, alle passeggiate naturalistiche a piedi, a cavallo, in bici, a un tuffo in mare o nelle acque termali (per esempio, Saturnia, Sorano, i Bagnetti degli ebrei a Pitigliano). «Chi viene qua, ha una vasta gamma di opportunità. Per noi è una grande ricchezza».
Non possiamo che amare quei piccoli borghi anticamente posti sulle alture, a controllo del territorio o per sfuggire alla malaria: fra i molti, Pereta, Montemerano, Giglio Castello, Semproniano, Roccalbegna, tutto in pietra, e Sovana, intatto rispetto alle sue remote origini. I loro centri storici, con le fontane e i lavatoi, magari ancora usati, sono lentamente e prudentemente valorizzati dalle amministrazioni comunali.
L’equilibrio fra natura e uomo, una certa arretratezza delle infrastrutture («bisogna migliorare, preservando») hanno mantenuto intatti gli incanti di questa terra. Troppo facile parlare del Parco della Maremma; anche fuori da quei confini, ci sono angoli selvaggi da scoprire; il Bosco Rocconi, per esempio: nelle radure, 25 specie di orchidee selvatiche; in cielo, due rare specie di falchi, il Pellegrino e il Lanario.
Infine, il Presidente invita a stupirsi sotto lo stellato, incredibile col cielo sereno, per lo scarso inquinamento luminoso, e davanti ai «micropanorami» che ci sorprendono dietro una curva, scollinando, cangianti a ogni ora del giorno: sempre sotto gli occhi di tutti, e proprio per questo nascosti; «mi hanno fatto innamorare della Maremma, appena arrivato».

butteri maremmani

Curiosità
Il nome “maremma” indica quell’indistinto e paludoso punto d’incontro fra mare e terra, dove non si sa dove finisce l’uno e comincia l’altra.

Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma
Piazza del Pretorio 4, 58054 Scansano
Tel. e fax: 0564507381
www.stradavinimaremma.it – collidimaremma@tiscali.it

Articolo scritto da Francesco Giannoni per L’Informatore Coop

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